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VIVISEZIONE STOP : IO NON CI STO !

volevamo solo "rubarvi" 5 Minuti di attenzione per chiedervi di leggere quanto scritto ♥ qui sotto.

Non sò se siete a conoscenza del progetto STOP VIVISECTION o ne avete mai sentito parlare nell'ultimo periodo. Vi riporto di seguito due righe prese dal sito ufficiale e poi vi spiego il perchè vi ho contattato ..



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Cosa è STOP VIVISECTION :

LEGGI QUI

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SERVONO 1.000.000 DI FIRME ENTRO l'1 NOVEMBRE.

ORA SIAMO ARRIVATI A CIRCA 965.000 FIRME (che è gia un bel traguardo) ma mancano 10 giorni e dobbiamo assolutamente arrivare a 1.000.000 per poter entrare nell'UNIONE EUROPEA con la nostra proposta di legge contro la VIVISEZIONE ! ___________________________________

Se voi dite di amare davvero gli animali non potrete non condividere sulla vostra bacheca un'articolo riguardo questa iniziativa !!

FATELO PER TUTTI I CANI, GATTI, CONIGLI, CRICETI, e altri tantissimi animali domestici (e non) che vengono trucidati ogni giorno nell'ombra.

Perchè la vita di questi esseri non vale meno della nostra.



CONDIVIDETE SUBITO ( date la possibilità hai vostri FAN di essere a conoscenza di questa iniziativa e di FIRMARE SUBITO )

E' facile QUESTA è la pagina che spiega come firmare :



E QUESTO è il Modulo dell'UNIONE EUROPEA da FIRMARE :



VI Prego Continuate a pubblicare ai vostri fan (tramite eventi, messaggi privati ecc)

GLI ANIMALI HANNO BISOGNO DI NOI Grazie ♥

La classifica dei 10 animali più velenosi al mondo


Come si suol dire l’apparenza, spesso, può ingannare e dietro un involucro dalle sembianze dolci e delicate può anche nascondersi un essere talvolta letale. Non parliamo di esseri umani, ma di animali. Nel dettaglio di quelli che sono gli animali più velenosi al mondo, capaci di uccidere con un solo tocca a causa del loro micidiale veleno. Tra gli animali portatori di elementi tossici occorre, però, fare una sostanziale differenza: da un lato ci sono quelli portatori di veleno da usare come arma di difesa contro i predatori, rilasciandolo quindi con il semplice tocco; dall’altro ci sono invece coloro che sfruttano il veleno per attaccare le prede, rilasciandolo invece attraverso morsi o punture. In ogni caso ci “consola” che quelli che sono i 10 animali più velenosi al mondo non sono presenti in Italia, o nelle acqua che circondano la nostra penisola. Andiamo a vedere quali sono:

1) Cubo Medusa. Parliamo di una famiglia molto ampia di meduse, con differenti gradi di pericolosità per l’uomo. La più pericolosa si chiama “Vespa di mare”, si trova in Australia e, ogni anno, è causa di numerosi decessi, dal momento che essa è in grado di avvolgere la sua preda con i numerosi tentacoli che rilasciano un veleno in grado di uccidere in pochi minuti. Coloro che riescono a sopravvivere, provano dolore anche a distanza di mesi dall’attacco. Chi ha visto il film Sette Anime con Will Smith è in grado di rendersi conto della velenosa potenza dell’animale in questione.

2) Cobra Reale. È il serpente più pericoloso in circolazione, capace di uccidere con un solo morso un elefante di grosse dimensioni. Vive prevalentemente nel Sud-Est asiatico, mentre nelle nostre zone non è mai stato avvistato. D’altro canto, sarebbe difficile per lui nascondersi visto che può raggiungere i 6 metri di lunghezza.

3) Marbled Cone Snail. Si tratta di una particolare lumaca marina, dall’aspetto estremamente pacifico. Non fatevi ingannare. Non solo è un abile predatore, ma è anche noto per uccidere e mangiare i suoi simili. Una goccia del suo veleno è in grado di uccidere 20 uomini.

4) Polpo dagli anelli blu. Parliamo di un gruppo costituito da tre specie di polpi che vivono nelle pozze di marea lungo le coste dell’oceano Pacifico. Anch’essi hanno un aspetto molto pacifico, sebbene siano in grado di rilasciare un veleno letale, e se provocati reagiscono mordendo l’aggressore, uomo compreso. Sono facilmente riconoscibili per i loro anelli blu che li caratterizzano.

5) Scorpione giallo. Caratteristico del “simpatico” animaletto, che vive nelle zone desertiche del Nord Africa e del Medio Oriente, è il veleno che consiste in un mix di neurotossine, capaci di provocare principalmente un’edema polmonare o di colpire il sistema cardiocircolatorio.

6) Stonefish. Si tratta del pesce più pericoloso del mondo, presente nelle acque, sia di mare che di fiume, delle coste indo-cinesi. Il dolore provocato dal suo veleno è stato descritto dagli esperti come il più forte che l’uomo possa provare. Senza contare che spesso, l’arto colpito va amputato e che il morso di questo pesce può anche causare shock anafilattici.

7) Ragno errante del Brasile. Presenti in America Centrale e Meridionale, questi tipi di ragni sono decisamente aggressivi e attaccano in maniera indiscriminata. Spesso, anche gli uomini sono stati presi di mira. Bastano 0.006 mg del suo veleno per uccidere un topo. Il ragno errante del Brasile ha una natura da vagabondo e spesso, dunque, è ben visibile nelle zone affollate.

8) Taipan dell’interno. Serpenti australiani molto veloci e aggressivi, la cui lunghezza può giungere fino a 3 metri. Il loro veleno nulla ha da invidiare a quello del Cobra Reale. Il taipan dell’interno è circa 7 volte più velenoso di un serpente a sonagli del Mojave e 50 volte più velenoso di un cobra comune. Fortunatamente, essendo “timidi”, mordono solo se minacciati.

9) Dendrobatidae. È un particolare tipo di anfibio, che sembra ricordare una piccola rana, sebbene dal colore molto particolare. Una delle loro caratteristiche principali consiste nella capacità di produrre potenti tossine a livello cutaneo, tanto da essere anche note come le rane da veleno per le frecce.

10) Pesce palla. In Giappone è considerato un cibo pregiato. Eppure, dietro il suo bel viso paffuto e sorridente, il pesce palla è il secondo vertebrato più velenoso del mondo. Non è oggetto dell’interesse di molti predatori per due motivi. Innanzitutto è in grado di ingurgitare rapidamente grandi quantità di acqua, diventando così difficile da inghiottire anche per grossi predatori. In secondo luogo, invece, la sua carne contiene la tetradotossina, una neurotossina che inibisce la funzione respiratoria, portando in breve tempo alla morte.

Jamie Blake, 19enne, brucia gattino nel microonde


Orribile vicenda quella che vede protagonista un giovane ragazzo, Jamie Blake, 19 anni, che si è messo a ridere con i suoi vicini, raccontando del fatto che aveva bruciato un gattino nel forno a microonde. I Magistrati della Bury St. Edmunds Court hanno riferito che l’adolescente ha fatto “amicizia” con il gattino durante la sua permanenza presso il John Room House a Thetford, Norfolk. Il procuratore Sarah-Jane Atkins ha riferito alla Corte che Jamie teneva il gattino nella sua stanza per fargli compagnia durante la notte e gli dava da mangiare tonno e formaggio, ma sostiene che poi ha iniziato a litigare con lui finendo per ucciderlo in un forno a microonde lo scorso 27 settembre.

La signorina Atkins ha anche detto alla corte che il ragazzo aveva poi raccontato ad altri residenti quello che aveva fatto, ma che inizialmente nessuno gli ha creduto. Riferisce il procuratore: “A quanto pare stava ridendo di quello che aveva fatto con altri residenti, dicendo che aveva messo il gattino nel forno a microonde per tre minuti, uccidendolo e sembrava essere piuttosto gioviale della situazione”. Kieran Dunphy, avvocato della difesa, ha detto alla corte: “Ecco un giovane che non era in sane condizioni di mente per commettere questo tipo reato”.



Fran Lewis, del servizio di libertà vigilata, ha che detto Blake ha avuto un problema di droga che potrebbe aver contribuito ad aggravare i suoi problemi di salute mentale. Ha detto che il ragazzo era ‘ad alto rischio’ e che alcuni addetti alla comunità non riuscivano neppure a gestirlo in maniera adeguata. Telecamere a circuito chiuso hanno dimostrato che Blake è stato vista lasciare la sua stanza con un sacchetto di plastica che sembrava contenere in esso il gattino morto.

Poco dopo, il personale del John House Room ha trovato il gatto e il forno a microonde nel contenitore. Blake ha anche ammesso di aver rubato cibo per 5,99 sterline dal Jet Garage a Thetford, il 12 settembre. Blake sarà condannato in tribunale per aver ucciso il gatto il 30 ottobre. John House Room è uno schema di alloggi sovvenzionati, che fornisce supporto medio-alto per adulti senza fissa dimora, vulnerabili e socialmente esclusi.

USA: Joseph il cane incatenato ad un albero per quattro anni


Incatenato ad un albero per quattro anni. E' la sorte toccata ad una pastore tedesco chiamato Joseph in Ohio. Quando la polizia lo ha trovato, sul retro di una casa a Middletown, era in fin di vita, emaciato, disidratato, aveva la pelle piena di infezioni e i vermi. L'animale è ora affidato alla Progressive animal welfare society (Paws), che ha reso nota la sua storia commuovendo milioni di americani.
L'ex proprietario di Joseph, Jeremy Shane Temple, ora deve fronteggiare l'accusa di maltrattamento di animali. Ai poliziotti ha spiegato che "il cane non è un essere umano". E' stato multato e rimesso in libertà. Ma il 14 ottobre dovrà presentarsi in aula.
Il cane si sta rimettendo ed è in attesa di adozione. Non dovrà aspettare molto: in pochi giorni la sua pagina facebook "Justice for Joseph" ha raccolto più di 13mila "mi piace".

Fonte: Nelcuore.org

ROMANIA: Il conduttore televisivo che offre dei soldi per ogni cane scuoiato


Si chiama Radu Banciu il conduttore televisivo rumeno che lo scorso 20 settembre, durante una trasmissione tv, ha manifestato tutto il suo odio nei confronti dei randagi.

La situazione dei cani senza padrone sul suolo rumeno è tragica, come ormai tutti sanno, a causa della brutale legge ammazzarandagi varata in tutta fretta dal governo Basescu e riconfermata dalla Corte Costituzionale qualche giorno fa.

Il giornalista ha messo il carico da novanta incitando all’odio e allo sterminio senza troppi giri di parole, e arrivando ad offrire addirittura 250 lei (equivalenti a circa 55 euro) per ogni pelliccia di cane scuoiato.

Poi, scoppiando a ridere, ha dichiarato che per quanto lo riguardava “quel che resta del cane può anche rimanere in strada. Offro 250 lei praticamente da stasera a chiunque mi porta la pelliccia di un cane scuoiato”.

La trasmissione televisiva, condotta proprio dallo stesso Banciu e intitolata “Lumea lui Banciu”, non è stata sospesa.

Immediata è stata però la reazione del popolo della rete che, sul profilo Facebook del giornalista, ha pubblicato a ripetizione un messaggio di protesta: “L’intera Europa è scioccata dai suoi commenti in merito ai randagi rumeni. Da come abbia offerto 250 lei per ogni cane ucciso e scuoiato, e i cui resti siano lasciati in strada. I suoi commenti mostrano ad un mondo che guarda quanto retrograda sia la maggior parte della gente del suo Paese. Non c’è assolutamente nulla di cui essere orgoglioso in quello che ci state mostrando. Il Medioevo si è appena avvicinato un po’ di più alla Romania. Lei è una disgrazia”.

Interrogato in merito ai suoi commenti, Banciu ha spiegato: “Voglio che il pubblico apra gli occhi sulla piaga che i cani randagi costituiscono per tutti noi. Mi chiedo cosa accadrà se in un anno raddoppierà il loro numero”, sottolineando di non essere stato redarguito da nessun superiore per quanto dichiarato, dal momento che “possiede un certo status sociale” che di fatto lo autorizza a dire senza timore tutto quello che pensa.

Anche a noi, leggendo le sue esternazioni, viene da pensare che il pubblico dovrebbe aprire gli occhi su un certo tipo di uomini, sulla piaga che costituiscono per il vivere civile. Ci chiediamo cosa accadrebbe se in un anno il loro numero raddoppiasse. Di una cosa siamo certi: i cani randagi sarebbero la nostra ultima preoccupazione.

L' hamburger di McDonald's contiene solo il 15% di manzo, il resto sono scarti e ammoniaca


Scandalo McDonald’s – La catena di fast food più famosa al mondo è stata recentemente coinvolta in un gigantesco scandalo alimentare. Dalle analisi eseguite sulle carni degli hamburger, è emerso che quest’ultimi sono formati da manzo per solo il 15%, con la restante parte costituita da ammoniaca e scarti di altre carni.

Per fortuna, grazie a Jamie Oliver, chef che da anni lotta contro la catena di fast food più famosa al mondo, portando avanti la tesi che vede le carni utilizzate per gli hamburger McDonald’s inadatte per il consumo umano, poiché, provenienti da scarti di macellazione addizionate con l’idrossido d’ammonio, la multinazionale Usa è stata costretta a cambiare drasticamente la ricetta dei suoi hamburger.

A sconvolgere l’opinione pubblica e le Associazioni dei Consumatori è l’utilizzo di ammoniaca, sostanza altamente nociva, abbandonata da Burger King e altre catene minori di fast food da diversi anni. Senza contare la presenza di scarti di macello (tendini, ossa e cartilagini) e altre parti che potrebbero finire con il compromettere la salute umana,  poiché, potenzialmente contaminate dalle feci delle bestie macellate , rintracciabili, oltre che negli hamburger McDonald’s, nel 70% della carne venduta nei supermercati Usa.

Guardate anche questo video in cui si mostra un esperimento su 20 bambini (clicca qui) o quest'altro video che mostra CHIARAMENTE come i cibi del McDonald NON DECOMPONGANO in maniera naturale (clicca qui per vedere)

Ci sono 7 miliardi di persone al mondo, tu che numero sei? Scoprilo online!


Vi siete mai chiesti qual è il posto tra le oltre 7 miliardi di persone al mondo che effettivamente occupate? Oggi è davvero possibile scoprirlo !!!

Dopo aver aperto la pagina, scoprire qual’è il vostro numero di persona è molto semplice: dovrete solamente inserire la vostra data di nascita, e il gioco è fatto. Ovviamente, non è possibile inserire l’orario preciso di nascita e dunque scoprire il numero preciso, ma comunque potrete sapere in base alle statistiche di crescita della popolazione quale sia il vostro numero tra i 7 miliardi che si sono contati fino ad oggi!!!
Non perdete questa occasione, scoprite subito anche voi che numero di persona siete, a questo indirizzo web.

ZIMBABWE: 91 elefanti ammazzati


Il cattivo odore di carcasse putrefatte di elefanti aleggia nello Zimbabwe occidentale, dove i funzionari della fauna selvatica hanno fatto sapere che almeno 91 elefanti sono stati avvelenati con il cianuro dai bracconieri con l'obiettivo di amputare ai pachidermi le zanne per il lucroso mercato illegale di avorio. Lo rivela phys.org.
Ossa massicce, alcune già sbiancate dal sole cocente nel Parco nazionale Hwange, disseminate intorno ad un abbeveratoio remoto in cui sono stati trovati 18 cadaveri. Le autorità hanno aggiunto che il cianuro usato nelle miniere d'oro è stato sparso dai bracconieri. Poi leoni, iene e avvoltoi sono morti per aver deciso di nutrirsi di carcasse contaminate o di bere nelle vicinanze.
"Ciò a cui stiamo assistendo oggi è molto più grave rispetto al passato", ha sottolineato il ministro dell'Ambiente Saviour Kasukuwere parlando con i giornalisti in un viaggio nel parco lunedì scorso.
La maggior parte degli elefanti avvelenati hanno perso la vita nel mese scorso. Per loro non c'è stato nulla da fare. Il cianuro è letale: attacca il flusso sanguigno, uccide quasi all'istante e provoca una rapida decomposizione. Questo prodotto chimico, tra l'altro, viene comunemente utilizzato dai trafficanti illegali di oro per separare il metallo prezioso dal minerale circostante, per cui si trova facilmente nella zona.
Nove sospetti bracconieri sono stati arrestati a settembre in seguito alla più vasta e brutale opera di bracconaggio. Tre uomini sono stati condannati a pene fino a 16 anni di carcere. Una strage nel parco Hwange, che si estende per oltre 14.000 chilometri quadrati, ed ha una delle più alte concentrazioni di elefanti in Africa.

Fonte: Nelcuore.org

CREMONA: Bambina ferita nella sua cameretta da un cacciatore


COLPITA DAI PALLINI, PROGNOSI DI CINQUE GIORNI

Un cacciatore di circa 65 anni spara e ferisce una bambina di Pandino (Cremona) che stava nella sua cameretta. Il fatto è accaduto alle 9,15 di ieri. I pallini hanno bucato la zanzariera della porta finestra di una villa che guarda verso la campagna, nella zona ovest del paese, poco distante dalla provinciale Bergamina. Il padre della bambina, artigiano, si trovava in casa con i suoi figli, che erano al piano rialzato. Hanno sentito lo sparo e poi l'urlo di dolore della bambina che è stata subito portata al pronto soccorso di Crema.
I medici l'hanno giudicata guaribile in cinque giorni, perché i pallini non erano entrati nella gamba della piccola ma l'hanno ferita solo superficialmente. L'artigiano ha immediatamente sporto denuncia.

Fonte: Nelcuore.org

USA: Stop allo "show" TV con gli animali esotici uccisi in diretta


Cala il sipario su uno "spettacolo" televisivo americano sponsorizzato dalla National rifle association (Nra) con gli animali esotici filmati mentre andavano incontro ad una tragica fine. "Under wild skies" seguiva il lobbista della Nra Tony Makris - rivela Peta.org - mentre commetteva una serie di omicidi, sparando ad elefanti, leopardi, rinoceronti, ippopotami, bufali, antilopi e altri animali esotici o in via di estinzione in tutto il mondo. In un episodio particolarmente inquietante, Makris scherza mentre spara ad un toro elefante africano in faccia e poi festeggia con lo champagne. Dopo la trasmissione, il canale tv NBC Sports Network è stato bombardato con denunce e ha ritirato lo spettacolo.
La NBC è stata inondata di quasi 40.000 denunce, con un Makris impenitente che ha paragonato i suoi critici a Hitler. Una follia. "Under wild skies" è stato cancellato da NBC. E gli animali possono esultare.

Fonte: Nelcuore.org

PALERMO: La signora Giulia con il megafono contro le doppiette


Il "Giornale di Sicilia", che ne racconta la storia, la definisce "un incubo per i bracconieri che cacciano sulle montagne tra Palermo e Montelepre, un angelo custode per gli animali". Infatti la signora Giulia, 53 anni, vive in una villetta di Pian dell'Occhio con 19 gatti e 20 cani e combatte come può la sua battaglia contro le doppiette. "Durante le ore in cui è consentita – racconta la signora – quando avverto spari o percepisco che i cacciatori si stanno avvicinando a casa mia, prendo il megafono e comincio ad urlare: "I signori cacciatori sono pregati di allontanarsi dalle abitazioni e di rispettare le norme di sicurezza". Voglio che davanti alla mia casa la legge sia rispettata". Nella zona la donna è famosa per aver soccorso moltissimi animali, ultima in ordine di tempo una gattina colpita da armi da fuoco. L'animale non ce l'ha fatta, ma la signora ha presentato una denuncia molto dettagliata con elementi che potrebbero condurre ai responsabili.

Fonte: Nelcuore.org

La Romania approva la "legge ammazza randagi": ricorso ritenuto infondato


E’ durata solo quattro ore la seduta della Corte Costituzionale rumena che doveva esprimersi sulla “legge ammazza randagi” approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 10 settembre.

Intorno alle 11.35 (ora italiana) del 25 Settembre le agenzie hanno lanciato la notizia, che ha gettato nello sconforto non solo i manifestanti che stazionavano davanti alla Corte dalle prime ore del mattino ma tutte le decine di migliaia di cittadini – in Romania e in Europa – che da due settimane erano scese in piazza per dire no alla legge: la Corte Costituzionale ha ritenuto “infondata la richiesta di revisione” fatta dai 300 senatori.

“Nel giro di 2-3 anni l’Europa emanerà senza dubbio una Direttiva sugli Animali da Compagnia – dichiara la Presidente di Save the Dogs Sara Turetta – e la Romania sarà costretta a rivedere comunque questa legge barbara e senza senso. L’OMS e l’OIE hanno ripetutamente bocciato le uccisioni di massa come metodo per contenere il randagismo conclude amareggiata Turetta – ma i politici rumeni continuano volutamente ad ignorare queste indicazioni. E’ un comportamento inspiegabile, destinato a far soffrire non solo milioni di cani randagi ma anche a creare enormi tensioni sociali tra gli amanti degli animali e coloro che si improvviseranno “giustizieri fai da te”. “


Save the Dogs si è mobilitata nelle scorse settimane, contattando esponenti della politica e della diplomazia europea e incontrando – lunedì 23 settembre – l’Ambasciatore di Romania a Roma, Dana Constantinescu. Inascoltati sono stati i richiami rivolti al Governo rumeno da numerosi Europarlamentari, dalle più grandi organizzazioni animaliste del mondo (tra cui IFAW, Human Society e WSPA) e dalla stessa Angela Merkel, che nei giorni scorsi ha avuto parole di critica nei confronti della nuova legge.

Inutile anche l’appello di 300 esponenti di spicco della società rumena (cantanti, attori, intellettuali) che si sono schierati contro il provvedimento. Sara Turetta partirà nei prossimi giorni alla volta della Romania per verificare la volontà delle amministrazioni di Cernavoda e Medgidia a proseguire con i progetti portati avanti dall’associazione italiana.

Il provvedimento riporta la Romania al 2001, quando un Decreto Legge diede il via ad una mattanza che solo a Bucarest fece 144.000 vittime, mentre a livello nazionale le cifre non sono mai state rese disponibili ma sono spaventose, visto il numero enorme di randagi presenti sul territorio.

Il problema, come molti problemi di questo paese, risale alla dittatura di Nicolae Ceauşescu che aveva voluto cambiare il volto delle città sostituendo le tradizionali casette con giardino con blocchi condominiali. In quegli anni, e fino alla caduta e all’uccisione del dittatore nel dicembre 1989, migliaia di cani vennero abbandonati in massa. Quasi nessuno era sterilizzato, si riprodussero e la situazione divenne in qualche anno fuori controllo.

Secondo alcune associazioni animaliste, uccidere i cani randagi in Romania nutre un giro di affari di milioni di euro.Una vera e propria associazione a delinquere, con la spartizione dei profitti fra i politici e i loro partner commerciali. I primi a guadagnarci sono gli accalappiacani, che, denunciava qualche anni fa Il Fatto Quotidiano, a Bucarest per non prendere i cani protetti da una comunità chiedono 25 euro.

Poi ci sono le spese per dare asilo, nutrire, sterilizzare, identificare, eventualmente uccidere tramite l’eutanasia e incenerire i cani dei canili municipali. La gestione dei canili è affidata ad aziende che chiedono cifre molto alte anche se non curano né nutrono gli animali.

Secondo un calcolo di Helping Animals Romania in dieci anni il randagismo non solo non è migliorato, ma è aumentato. E i profitti sono alle stelle. Nella sola Bucarest nel periodo 2001-2007 sono stati spesi quasi 9 milioni di euro per uccidere 144.000 cani (62 euro a capo). La sterilizzazione invece costa solo 20-25 euro a cane…

Cucciolo di cane fa uscire bambina dalla terapia intensiva


Un cucciolo di cane ha aiutato la sua piccola padrona a guarire dalla tearpia intensiva e farla tornare a casa “sana e salva“. Poi non diteci che non siamo davvero utili noi cani!

Non è il lieto fine di un film, ma è quello che è accaduto nella realtà. Un tenerissimo caso di pet therapy nella terapia intensiva pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma. Una bambina di dieci anni finita in terapia intensiva è guarita ed è potuta tornare a casa grazie anche all’amore di Porthos, il suo cucciolo di cane.


Ricoverata nella Terapia Intensiva Pediatrica (TIP), la bimba era caduta in uno stato depressivo profondo sviluppato in seguito alla sua condizione di salute durante la degenza in Tip.Un incontro al giorno col suo amico quadrupede l’ha aiutata a ritrovare il sorriso e le forze per reagire alla sua malattia e sconfiggerla.

Ora la bimba è guarita ed è potuta tornare a casa. Si tratta del primo caso di pet-therapy in terapia intensiva pediatrica nel Lazio e tra le prime esperienze di questo tipo conosciute in Italia.

L’idea è stata dell’equipe diretta da Giorgio Conti. La bambina era affetta da mielite postinfettiva (una reazione del midollo spinale molto rara) e per questo da una forma temporanea di tetraplegia.
La piccola paziente aveva sviluppato uno stato di profonda depressione post-traumatica e l’equipe, d’accordo con la famiglia, ha condiviso l’idea che il gioco con il suo cucciolo potesse essere di grande giovamento sia per il suo umore, sia per la guarigione che richiedeva l’impegno nella fisioterapia.


”La bambina era tristissima, non riusciva a dormire” racconta Conti. “Abbiamo cercato di farla reagire facendo entrare in TIP Porthos, un cucciolo di Golden retriever. Abbiamo organizzato un incontro col cane tutti i giorni per due settimane, dopo la seduta di fisioterapia. La bimba, che si era chiusa in un mutismo acinetico e non riusciva a essere molto collaborativa in fisioterapia, ha subito reagito, già al primo incontro: è stato possibile staccarla dal ventilatore meccanico e iniziare a fare sessioni di fisioterapia più intensa” che “l’hanno aiutata a guarire”.

Bel lavoro Porthos !!!


PARIGI: Un bar per gli appassionati di gatti


Vi piacciono i gatti? Siete appassionati di razze feline? Nel cuore di Parigi, nel quartiere Marais, c’è un bar dove, insieme ad un caffè e qualche dolcetto, si trovano gatti randagi vogliosi di coccole che vi faranno le fusa. L’idea di un locale dedicato a chi ama i gatti è stata lanciata da Margaux Gandelon, una donna che ha voluto fare della sua passione per i felini un vero e proprio lavoro. Il bar è il posto ideale per chi vuole coccolare dei gatti non avendo la possibilità di averne uno in casa.


I gatti, trovati per le strade parigine e salvati dalla fame e dagli stenti, intrattengono piacevolmente i clienti del bar: è scientificamente provato che le fusa dei gatti hanno effetti molto positivi sulle persone. Per curare lo stress e gli stati ansiosi i gatti e gli animali in genere sono un toccasana e riescono a calmare il sistema nervoso meglio di un potente farmaco.

Ecco perchè i bambini africani non piangono


I bebè africani sono più felici di quelli occidentali. Per questo piangono meno. Ne è convinta J. Claire K. Niala, osteopata, scrittrice e neo mamma keniota residente nel Regno Unito. Arrivata appena quindicenne in Gran Bretagna, la Niala, due lauree in tasca, ha preso il meglio che l’Occidente potesse offrirle. Ma una volta rimasta incinta ha preferito mettere da parte la cultura libresca sull’allattamento, l’alimentazione e si è affidata solo alla sapienza africana.


In fondo, come le ha ricordato sua nonna, “i neonati non leggono libri”. Tutto ciò di cui hanno bisogno è qualcuno che sappia ‘leggere’ il loro pianto. Anche se poi qualunque sia il disagio (fame, freddo, sete, dolore), il rimedio è solo uno: il latte materno e il contatto con la propria mamma. In fondo, sostiene la Niala, i neonati africani sono facilitati rispetto ai bambini occidentali. I primi anche dopo la nascita continuano a essere protetti dallo stress del mondo esterno in cui stanno entrando. Reciso il cordone ombelicale, vengono avvolti in una fascia per essere trasportati dietro la schiena della mamma. Si stabilisce così un rapporto simbiotico tra due bisogni che si incontrano. L’odore della mamma, la sua voce, il contatto fisico con lei, insiste Niala, sono gli ingredienti del gioioso silenzio dei bambini africani. “Quella fascia è una protezione che replica l’utero” scrive la giovane inglese di origine africana in un libro nel quale racconta la sua esperienza. Al termine del quale sostiene che la differenza tra l’Africa e l’Europa è anche una questione culturale: “Nel Regno Unito, si è capito che i bambini piangono. In Kenya, è stato tutto il contrario. La normalità è che i bambini non piangono”.


La mamma keniota, mette in guardia le ‘colleghe’ con la pelle bianca: spesso il pianto dei bambini segnala un disagio che va forse oltre il pannolino bagnato oppure il bisogno di fare il ruttino. In quel pianto, avverte la giovane africana, c’è tutta la ‘fame di mamma’ di un neonato. Prima di sentirsi disarmate per un pianto senza pace del proprio figlio, basterebbe ricordarsi di quello che a Niala le ripeteva sua nonna tutte le volte che la sua bambina piangeva.

PETA shock: avrebbe effettuato l’eutanasia su più di 1600 animali

Questa notizia ha scioccato tutto il mondo, considerando che finora, sentendo parlare dell’associazione per la difesa degli animali PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), si pensava ad un nome di grande riferimento sul panorama mondiale animalista. Eppure sembra che la PETA ora debba discolparsi da accuse non certo leggere: dati documentati attestano infatti che nel rifugio di Norfolk, in Virginia, l’anno scorso la PETA ha effettuato l’eutanasia su 1647 animali domestici, mentre solo 25 ne sono stati adottati nel 2012.

Secondo le statistiche del Center for Consumer Freedom (associazione per la difesa dei diritti dei consumatori),  nel 2012 il rifugio PETA di Norfolk ha ospitato 1110 gatti e 733 cani. Di questi, 22 gatti e 108 cani sono stati trasferiti, 2 gatti e 3 cani sono stati reclamati dai legittimi proprietari, e a 1045 gatti e a 602 cani è stata tolta la vita con l’eutanasia. 34 gatti e 7 cani sono invece stati collocati sotto la voce “Miscellanea”.


Ma non finisce qui, perché questo problema non sarebbe sorto nell’ultimo anno scorso: infatti il Center for Comsumer Freedom già nel 2009 aveva denunciato l’utilizzo ‘sconsiderato’ dell’eutanasia da parte della PETA e, sempre secondo i dati di quest’associazione, dal 1998 la PETA avrebbe ucciso ben 29.398 animali domestici.

La PETA si difende affermando che l’eutanasia è stata applicata come necessità. Il punto è che le parole dell’associazione descrivono come ‘necessità’ la sovrappopolazione degli animali e il loro essere ‘inadottabili’, e questo ha creato non poco sbigottimento fra gli animalisti. Ha detto infatti il portavoce della PETA:

    "La maggior parte degli animali che prendiamo in custodia sono rifiutati dalla società, sono aggressivi, su punto di morte, o comunque non adottabili."

In pratica, dunque, l’associazione ritiene ‘necessario’ praticare l’eutanasia su animali non adottabili, e questo ha sconcertato non poco il mondo animalista e non solo, lasciando tutti perplessi sia per l’azione in sé che per le motivazioni addotte. E se si considera che si tratta di un’associazione che si proclama in difesa dei diritti degli animali, lo sgomento non può che crescere notevolmente.

Brambilla: Pronto testo di legge per cancellare la vivisezione


Una legge per cancellare definitivamente la vivisezione in Italia. E' l'obiettivo di Michela Vittoria Brambilla (Pdl) che ha depositato il testo (atto Camera 287), come ha annunciato l'altro ieri a Roma nel corso del convegno "Fermiamo la vivisezione", organizzato da Partito animalista europeo, Memento Naturae, Roma for Animals, Istinto animale. Una sfida difficile, ammette Brambilla, quella di cancellare la vivisezione, considerando anche la direttiva europea sul tema appena recepita, con qualche paletto, nel nostro Paese. "Credo che abolire la sperimentazione sugli animali - ha spiegato Brambilla - sia un traguardo di civiltà a cui tendere. E qualcuno deve pure cominciare a cambiare. Sono convinta che da un Paese membro come l'Italia possa arrivare l'input a voltare pagina in questo settore". E l'esempio di Green Hill lo dimostra. "Abbiamo ottenuto - continua - che sul territorio nazionale sia vietato l'allevamento di animali destinati alla sperimentazione. Non accade in nessun altro Paese del Vecchio Continente. Abbiamo dimostrato che ci sono altre strade possibili". L'ex ministro Pdl ha sottolineato come la sensibilità degli italiani in questi anni sia cambiata. "I dati Eurispes indicano che l'84% degli italiani è contrario alla vivisezione, 30 anni fa erano pochissimi quelli che si interrogavano sul problema". Ma, per l'onorevole Brambilla, resta la preoccupazione che i cittadini siano correttamente informati sull'argomento. "Abbiamo una legge che ha recepito la direttiva europea, ponendo importanti paletti a tutela degli animali. Ora il decreto è in stesura da parte del ministero. E' un momento delicato. Non vorremmo che le lobby che sostengono la sperimentazione animale intervengano con informazioni pilotate ai cittadini", conclude.

Fonte: Nelcuore.org

CIRCHI : Incentivi a quelli senza animali e tagli agli altri


Il circo contemporaneo e i circhi senza animali potranno finalmente usufruire dei contributi ministeriali assegnati dal Fondo Unico dello Spettacolo. E quelli destinati agli spettacoli con animali, ancora quest'anno più di 3 milioni di euro, dovranno essere azzerati entro cinque anni e impiegati per la riconversione delle attività.
L'Aula del Senato ha infatti approvato stasera a larghissima maggioranza, nella conversione del decreto-legge sulla tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo, un emendamento e un ordine del giorno. Con il parere positivo del Ministro della Cultura Massimo Bray. L'emendamento prevede incentivi ai circhi senza animali. L'ordine del giorno impegna il governo "a prevedere, nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi, a valere sul Fondo unico per la spettacolo di cui alla Legge 30 aprile 1985, n. 163, ad esercenti attività circense e spettacolo viaggiante con animali fino a pervenire al completo azzeramento dei contributi nell'esercizio finanziario 2018 anche per quanto riguarda le attività promozionali, educative, formative, editoriali, collegate alle attività circensi con animali, alle attività circensi con animali all'estero, all'Accademia del circo e a Festival circensi".
Per la LAV si tratta di una inequivocabile bocciatura morale e sostanziale dell'uso degli animali nei circhi, della loro prigionia e delle loro costrizioni, e un primo importante passo legislativo in favore del divertimento e della cultura senza sofferenze per gli animali. Protagonista positivo è stato un fronte trasversale di senatori come De Petris (Sel), Repetti e Bondi (Pdl), Amati e Cirinnà (Pd), Taverna (M5S). Bocciato senza appello un subemendamento del sen.Giovanardi, voce unica di difesa dell'anacronistico circo con animali.
La LAV è convinta che il voto di oggi incoraggerà il Parlamento ad approvare le Proposte di Legge per lo stop all'uso di animali nei circhi, come già deliberato da altri Paesi in Europa e nel resto del mondo.

Fonte: Nelcuore.org

PERU' : I gatti finiscono sulla griglia alla festa di Sant'Efigenia


Il deputato peruviano Juan Urquiza ha deciso di appoggiare la battaglia animalista nel tentativo di vietare il consumo di gatti grigliati durante il festival annuale di Santa Efigenia a La Quebrada, a sud di Lima.
Secondo gli attivisti, nel corso della manifestazione, organizzato per questo fine settimana, vengono mangiati almeno cento gatti. Urquiza e gli animalisti hanno scritto al sindaco distrettuale e al ministro della Sanità peruviano, Midori de Habich, per chiedere di fermare questa crudele tradizione e il rispetto della legge sulla protezione di animali domestici.
Secondo i gruppi per i diritti degli animali, la pratica è anche pericolosa per la salute pubblica. De Habich ha detto che dovrebbe essere vietata, ma non si è mosso poi concretamente. Dal canto loro, gli abitanti di La Quebrada difendono la "festa", dicendo che i gatti cucinati sono allevati apposta e soltanto pochi vengono uccisi e mangiati. Dietro la scusa della tradizione, comunque, viene compiuta una strage.

Fonte: Nelcuore.org

ROMANIA: Ricorso blocca la legge anti-randagi


In seguito al ricorso presentato ieri mattina alla Corte Costituzionale rumena da 29 Senatori, la legge anti randagi (ormai conosciuta come la “legge ammazza randagi”) che tante critiche aveva suscitato in Europa, è stata momentaneamente bloccata. Il ricorso verrà esaminato dalla Corte il prossimo 25 settembre.

Ne dà notizia Save The Dogs, l’associazione presieduta da Sara Turetta, intervenuta più volte in questi giorni per invitare a mantenere la calma e a non demonizzare il popolo rumeno.

La legge in questione, approvata dal Parlamento Romeno il 10 settembre, prevede la soppressione dei cani dopo 14 giorni dalla cattura. Una decisione radicale che contrasta con i faticosi tentativi di sterilizzazione dei randagi e di sensibilizzazione della popolazione locale e che viola la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali redatta a Parigi nel 1978

Con la loro azione i 29 Senatori reclamano l’incostituzionalità della legge, per la mancanza di alternative all’unica soluzione messa in atto cioè l’eutanasia. un risultato molto importante per le tantissime persone, politici e non, che si sono impegnate dal primo momento nella lotta ad una legge tanto crudele.

Molte, infatti, sono state le iniziative in difesa dei randagi, tante le manifestazioni di protesta in tutta Europa e nella stessa Romania. A Bucarest la popolazione si è riversata nelle strade, manifestando fino a tarda notte. La stessa TV nazionale rumena ha lanciato un’importante campagna di sensibilizzazione, atta a incentivare le adozioni dei cani randagi fuori dai confini rumeni. La giornalista Cristina Topescu, in compagnia di Save The Dogs, ha inaugurato uno spazio per sponsorizzare i tanti cani bisognosi di una nuova casa.